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Fino a pochi anni fa gli occhiali e le lenti a contatto rappresentavano l'unica soluzione per correggere gli errori refrattivi (miopia, astigmatismo ed ipermetropia). Ora, modificando la forma della cornea, si può agire anche chirurgicamente. La chirurgia refrattiva offre la possibilità di ridurre la dipendenza dagli occhiali ed in molti casi, anche di eliminarli del tutto. L'intervento, per quanto semplice, poco invasivo e dai risultati il più delle volte eccellenti, costituisce pur sempre una manovra chirurgica, con potenziali inconvenienti operatori, modificazioni secondarie o difetti residui. Dato che la decisione finale sull'opportunità dell'intervento spetta solo al paziente, questo scritto informativo vuole essere di aiuto per capire se la chirurgia refrattiva è indicata, e prendere, così, una decisione "informata". Vanno considerate la propria situazione personale, le proprie esigenze visive e le aspettative nei confronti dell'intervento. E' necessario chiarirsi ogni dubbio riguardo a ciò cui si va incontro se si decide di sottoporsi alla chirurgia refrattiva. LE ORIGINI DELLA CHIRURGIA REFRATTIVA
CHE COS'È IL LASER AD ECCIMERI? Si tratta di un laser ultravioletto nato per tagliare materiali industriali con elevata precisione. Viene utilizzato sull'uomo dal 1987. Non esistono altri laser in commercio adatti per questo tipo di chirurgia.
PRK: cheratectomia fotorefrattiva di superficie Con la tecnologia attualmente
disponibile, la cheratectomia fotorefrattiva (PRK) costituisce il migliore
trattamento di chirurgia refrattiva con i minori rischi. L'intervento di
PRK si basa sulla vaporizzazione di uno strato di cornea mediante
fotoablazione,
il che consente di scolpire il profilo corneale in modo estremamente preciso
e regolare. La quantità di cornea che viene rimossa per le miopie fino alle
3D è pari al 5-10% dello spessore totale (lo spessore di 3 capelli!), mentre
se ne asporta fino al 30% per le miopie estreme.
LASEK: laser cheratomileusi epiteliale Procedura alternativa, in cui al laser si associa una manovra tecnicamente molto delicata di scollamento dello strato superficiale, l'epitelio, che viene riposizionato sulla cornea dopo il trattamento. Ciò produce minori fastidi e complicanze (secchezza oculare e haze) per il paziente. ![]() LASIK: Laser in Situ Keratomileusi Anche denominata "fotocheratectomia intrastromale", in quanto con uno speciale strumento (il microcheratomo) si taglia una fettina sottile di cornea lasciandola attaccata per il margine, si solleva il lembo così ottenuto e si esegue il laser all'interno dello spessore corneale. Questa tecnica comporta vantaggi per il paziente: minori fastidi ed un recupero visivo più repentino (il visus ottenibile il giorno successivo all'intervento è paragonabile a quello dopo 10 giorni dalla PRK). Gli inconvenienti sono legati al costo ed ai maggiori rischi dell'intervento. Inoltre un ridotto spessore corneale potrebbe controindicarne l'esecuzione.
Purtroppo il risultato finale non è perfettamente prevedibile con entrambe le tecniche, soprattutto per i difetti refrattivi importanti, perchè le capacità di cicatrizzazione variano leggermente nei diversi individui. Quali sono i vantaggi del laser ad eccimeri?
E quali gli svantaggi?
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Per appuntamenti: mansutti@oculistainrete.it Ultima modifica: 30 luglio 2009 Questo sito è stato realizzato dalla Dott.ssa Letizia Mansutti senza sponsorizzazione nè finanziamenti da parte di Enti o Aziende Commerciali | |||||||||||||||||||||||||||
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