
Fino a pochi anni fa gli occhiali e le lenti a contatto rappresentavano
l'unica soluzione per correggere gli errori refrattivi (miopia, astigmatismo
ed ipermetropia). Ora, modificando la forma della cornea, si può agire anche
chirurgicamente.
La chirurgia refrattiva offre la possibilità di ridurre la dipendenza
dagli occhiali ed in molti casi, anche di eliminarli del tutto. L'intervento,
per quanto semplice, poco invasivo e dai risultati il più delle volte eccellenti,
costituisce pur sempre una manovra chirurgica, con potenziali inconvenienti
operatori, modificazioni secondarie o difetti residui.
Dato che la decisione finale sull'opportunità dell'intervento spetta solo
al paziente, questo scritto informativo vuole essere di aiuto per capire
se la chirurgia refrattiva è indicata, e prendere, così, una decisione "informata".
Vanno considerate la propria situazione personale, le proprie esigenze visive
e le aspettative nei confronti dell'intervento. E' necessario chiarirsi
ogni dubbio riguardo a ciò cui si va incontro se si decide di sottoporsi
alla chirurgia refrattiva.
LE ORIGINI DELLA CHIRURGIA REFRATTIVA
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La cosiddetta cheratotomia radiale "RK",
inventata dal russo Fyodorov nel 1977, è stato il primo intervento
di chirurgia refrattiva. Essa consiste nell'eseguire dei tagli attraverso
il 90% dello spessore corneale con un bisturi in diamante, in modo
da appiattire la cornea e correggere così la miopia e |
l'astigmatismo. È un intervento che oggi si considera sorpassato
perché presenta molti svantaggi: un maggiore
rischio di infezioni per parecchi anni, fluttuazioni visive giornaliere,
aloni notturni permanenti attorno alle luci, ipermetropizzazione ad altitudini
elevate (è controindicato nei piloti di aerei ed in tutti coloro che si
rechino ad altitudini maggiori di 3000 metri), inoltre indebolisce la cornea in
modo permanente.
CHE COS'È IL LASER AD ECCIMERI?
Si tratta di un laser ultravioletto nato per tagliare materiali industriali
con elevata precisione. Viene utilizzato sull'uomo dal 1987. Non esistono
altri laser in commercio adatti per questo tipo di chirurgia.
PRK: cheratectomia fotorefrattiva di superficie
Con la tecnologia attualmente
disponibile, la cheratectomia fotorefrattiva (PRK) costituisce il migliore
trattamento di chirurgia refrattiva con i minori rischi. L'intervento di
PRK si basa sulla vaporizzazione di uno strato di cornea mediante
fotoablazione,
il che consente di scolpire il profilo corneale in modo estremamente preciso
e regolare. La quantità di cornea che viene rimossa per le miopie fino alle
3D è pari al 5-10% dello spessore totale (lo spessore di 3 capelli!), mentre
se ne asporta fino al 30% per le miopie estreme.
LASEK: laser cheratomileusi epiteliale
Procedura
alternativa, in cui al laser si associa una manovra tecnicamente molto
delicata di scollamento dello strato superficiale, l'epitelio, che viene
riposizionato sulla cornea dopo il trattamento. Ciò produce minori
fastidi e complicanze (secchezza oculare e haze) per il paziente.
LASIK: Laser in Situ Keratomileusi
Anche denominata "fotocheratectomia intrastromale", in quanto con uno speciale strumento (il
microcheratomo) si taglia una fettina sottile di cornea lasciandola attaccata
per il margine, si solleva il lembo così ottenuto e si esegue il laser all'interno
dello spessore corneale. Questa tecnica comporta vantaggi per il
paziente: minori fastidi ed un recupero visivo più repentino (il visus ottenibile
il giorno successivo all'intervento è paragonabile a quello dopo 10
giorni dalla PRK). Gli inconvenienti sono legati al costo ed ai maggiori
rischi dell'intervento. Inoltre un ridotto spessore corneale potrebbe
controindicarne l'esecuzione.
Purtroppo il risultato finale non è perfettamente prevedibile con entrambe
le tecniche, soprattutto per i difetti refrattivi importanti, perchè le
capacità di cicatrizzazione variano leggermente nei diversi individui.
Quali sono i vantaggi del laser ad eccimeri?
- Libertà dalla dipendenza di una protesi (lenti a contatto, occhiali)
per una buona visione.
- Visione nitida mentre si nuota o ci si immerge con la maschera.
- Praticare sport senza gli inconvenienti ed i compromessi cui sono
sottoposti i portatori di lenti.
- Risparmio di tempo: in un anno un portatore di lenti a contatto spende,
tra la manutenzione e l'indosso, circa 60 ore.
- Risparmio di denaro: in una vita il costo degli occhiali (che mediamente
si cambiano ogni 2 anni) e delle innumerevoli lenti a contatto è elevato.
Tenuto conto che l'intervento potrebbe essere rimborsabile dalla propria
assicurazione ed ora presso alcune strutture è fruibile anche mediante
il Servizio Sanitario Nazionale, il risparmio è notevole.
- Riuscire a vedere nitido mentre ci si fa la barba o durante le operazioni
di trucco del viso.
- Evitare possibili infezioni e altri problemi corneali derivanti dall'uso
di lenti a contatto.
E quali gli svantaggi?
- Esiste il rischio, seppure teorico, di una infezione corneale grave
derivante dalla chirurgia.
- Potrebbero residuare dei disturbi visivi o fastidi all'occhio (bruciori,
aloni o affaticamento serale), anche se nella maggior parte dei casi questi
si normalizzano nel tempo.
- Il difetto potrebbe non venire eliminato completamente, con la necessità
di portare comunque una lente, anche se leggera.