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Approvata dall'FDA l'ortocheratologia notturna: l'uso di lenti a contatto di notte per ridurre la miopia.



Dopo diverse traversie e limitazioni da parte della Food and Drug Administration Americana, finalmente nel giugno 2002, dopo un trial clinico su 205 pazienti seguiti in 11 centri, l'ortocheratologia ha ottenuto l'approvazione negli Stati Uniti. Si tratta di una tecnica estendibile a tutti coloro che, portando un occhiale o lenti a contatto per la correzione della miopia, desiderano liberarsi dall'ausilio diottrico non ricorrendo alla chirurgia refrattiva; l'ortocheratologia notturna (NOK) consiste nel rendere "terapeutica" l'applicazione di lenti a contatto gas-permeabili, così da appiattire temporaneamente la cornea, riducendo o addirittura azzerando la miopia. Perché questo avvenga e consenta una buona visione durante tutta la giornata, occorrono lenti a contatto particolari ("a geometria inversa") indossate durante il periodo notturno, mentre il soggetto dorme. Il massimo risultato refrattivo si ottiene dopo 5-14 giorni. Chi è il candidato ideale? Il miope moderato, cioè al di sotto delle 6 diottrie e con un astigmatismo non superiore ad 1 diottria.



Va ricordato, come asserisce Robert Maloney, portavoce dell'American Accademy of Ophthalmology, che "i pazienti possono rendere definitiva la correzione della miopia mediante la chirurgia refrattiva". D'altra parte, seppure con una spesa annuale per il paziente parecchio superiore al porto di lenti a contatto tradizionali, il risultato (con zone ottiche di 4.5-6 mm) è praticamente sovrapponibile a quello della chirurgia refrattiva, pertanto consente di sperimentare, in maniera totalmente reversibile, i possibili problemi visivi (aloni, etc) che si potrebbero verificare dopo la chirurgia refrattiva. Ciò è particolarmente utile in coloro che hanno una pupilla grande. Inoltre non bisogna dimenticare che l'uso di lenti a contatto durante il periodo notturno incrementa la possibilità di contrarre infezioni che possono in qualche caso anche portare alla cecità. Pertanto, come la chirurgia refrattiva, anche questa è una pratica da eseguire sotto stretto controllo oculistico, perchè non completamente priva di rischi.

Secondo la Dr Mansutti l'utilizzo ideale di questa tecnica è, con le dovute cautele, nei giovani miopi moderati, per dar loro la possibilità di non portare una correzione ottica per un periodo limitato nel tempo, come una missione bellica od una competizione sportiva. I pazienti che possono beneficiare da questa metodica, ottenendo un buon visus naturale stabile per tutto il giorno, vanno selezionati con cura dall'oculista (che escluderà patologie particolari, deficit lacrimali, difetti visivi superiori ad un certo livello) e seguiti durante tutto il trattamento, per scongiurare problemi morfo-funzionali della cornea.

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Ultima modifica: 30 luglio 2009

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