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La fine della presbiopia: finalmente la correzione chirurgica. Risultati al 2006 molto promettenti.
I presbiti potenzialmente interessati sono miliardi: tutti gli individui che hanno superato i 42-43 anni di età. Da anni si cerca una soluzione che permetta di vedere da vicino senza utilizzare lenti correttive.
Vi sono attualmente 4 possibilità per ottenere una buona visione sia per lontano che per vicino:
Lenti intraoculari accomodative o multifocali diffrattive L'effetto è ottimo, ma il paziente va selezionato, in quanto non può avere un astigmatismo rilevante, né avere una pupilla maggiore di 6 mm. Inoltre, per le lenti accomodative l'entità e la durata dell'effetto accomodativo dipende dell'età e quindi dalla capacitò di contrarsi del muscolo ciliare.

Trattamento con laser ad eccimeri fotoablativo multifocale Questa metodica implica un trattamento laser che copre solo il 15% dell'area pupillare, per cui non comporta cambiamenti refrattivi, né dell'acutezza visiva meglio corretta. I risultati sono buoni se vengono rispettati rigidi criteri di selezione: la pupilla deve avere un diametro minimo di 2 mm e massimo di 6 mm. Il risultato tende però a diminuire dopo alcuni anni. Inoltre alcuni individui (e non si può prevedere a priori quali) sono incapaci di utilizzare la visione multifocale, filtrando le immagini di disturbo.
Cheratoplastica conduttiva

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Si tratta di incurvare la cornea con una serie di bruciature laser eseguite lungo una circonferenza sulla cornea più esterna (tra i 6 ed i 9 mm dal centro). Purtroppo anche questo trattamento ha una durata limitata ad un paio d'anni.
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Espansioni sclerali Questo intervento, invece, presuppone che la presbiopia sia dovuta al progressivo aumento di diametro del cristallino negli anni, il che impedirebbe al muscolo ciliare di contrarsi e quindi di mettere a fuoco da vicino. La tecnica è stata sviluppata dal Dott. Schachat nel 1992 e successivamente perfezionata nella strumentazione e negli inserti in plastica utilizzati.
Il disegno schematizza l'intervento, realizzato con l'inserimento nello spessore del guscio dell'occhio (sclera) di quattro "stecchette" in plastica di PMMA (Scleral Expansion Bands o "SEB") che dovrebbero ridare nuova elasticità al cristallino invecchiato. Non si tratta di una chirurgia laser e non interessa le parti interne dell'occhio (cornea o cristallino). L'intervento dura mediamente mezz'ora per occhio e può essere reversibile con la rimozione degli inserti sclerali.
Molti studi riportati sulle più autorevoli riviste scientifiche oculistiche (es. Ophthalmology 108 (12): 2165-71, 2001) dimostrano però che i risultati sono inconsistenti ed imprevedibili. Purtroppo la capacità di lettura sembra migliorare per un periodo limitato a qualche settimana o mese.
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