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La funzione visiva è una combinazione di vari fattori: l'ampiezza
di visuale (campo visivo), il senso della profondità (binocularità), la
capacità discriminativa (acutezza visiva), la percezione del movimento
e la visione dei colori (discriminazione cromatica).
La posizione degli occhi è fondamentale. I cani ed i gatti ad esempio,
hanno gli occhi più lateralizzati; ciò produce un campo visivo più ampio,
di 240° (nell'uomo è di 200°), ma una binocularità che è circa la metà
di quella umana.
L'occhio del cane e del gatto è più adatto alla caccia notturna, in quanto
la pupilla si dilata molto per una maggiore visibilità. Inoltre vi è uno
strato riflettente sotto la retina chiamato "tapetum", che intensifica
la vista in occasione di scarsa luminosità e provoca quel riflesso "specchiato"
quando illuminato con la luce intensa dei fari delle auto. Questa dispersione
di luce riflessa provoca una minore acutezza visiva con luci più intense.
Cani e gatti hanno una certa percezione dei colori, sebbene sia credenza
che vedano in bianco e nero. Questa percezione è determinata dalla percentuale
di coni presenti nella retina centrale (circa il 20%, mentre la macula
umana è costituita per il 100% da coni. Test comportamentali nei cani
indicano che riescono a distinguere il rosso dal blu, ma confondono il
rosso con il verde.
Si stima che l'acutezza visiva dei cani sia tra il 20 ed il 40% di quella
dell'uomo. Ciò significa che a 5 metri un cane riconosce un oggetto che
un uomo vede a 20 metri. La principale causa di diminuzione visiva nel
cane è la cataratta. Sorprendentemente gli animali si orientano piuttosto
bene anche con importanti cali della vista. Ciò dimostra la loro capacità
di supplire con altri sensi particolarmente sviluppati, l'olfatto e l'udito.
Cani: http://www.eyevet.org/